Sono passati ormai 10 anni dalla nascita ufficiale de "La Voce del Capacciolo". Un manipolo di adolescenti soranesi, sotto
la guida spirituale di Don Enzo e Don Leopoldo, iniziarono a muovere i primi passi nel mondo del giornalismo dilettantistico nel 1997.
Arroccati nei locali della Parrocchia, storica sede della loro prima "redazione", l'entusiasmo di quei giovanotti produsse due gustosi
numeri della neonata testata, ancora oggi gelosamente custoditi in uno scaffale della Sagrestia (scarica il numero 1 e il numero 2).
Entusiasmo, ahimè, destinato a scemare inesorabilmente lasciando per diversi anni quei due numeri con la malinconica compagnia
di diversi strati di polvere.
La svolta avvenne nell'inverno del 2004, quando Don Tito avanzò la proposta di resuscitare "La Voce del Capacciolo" dalle proprie ceneri,
affidandole il compito di interpretare il delicato ruolo di notiziario parrocchiale. Sin dagli albori, questa rinnovata versione diede
l'impressione di poter aspirare a una fortuna maggiore rispetto a quella precedente. L'incremento del numero di lettori e di scrittori nei primi mesi fu addirittura
sbalorditivo: ben presto la tiratura si assestò sul valore record di 300 copie al mese!
Nel frattempo si andava delineando la fisionomia della nuova testata. Un giornale schietto, limpido e mai sopra le righe, guidato fin da
subito da un filo conduttore: la memoria. Pian piano, "La Voce" è diventata un crogiolo entro il quale riversare i ricordi individuali
al fine di elevarli al nobile ruolo di "Memoria Storica" del paese di Sorano. Fatti storici, aneddoti e modi di dire, curiosità, ricordi di personaggi caratteristici che
ormai non ci sono più: tutto questo ha contribuito a cementare il rapporto che questo giornale ha da subito instaurato con il paese.
L'ingrediente segreto di questa miscela esplosiva, tuttavia, merita di essere discusso a parte. La rubrica più longeva e apprezzata del giornale è senza dubbio quella dedicata
alla poesia. Gran parte degli scrittori hanno ceduto alle lusinghe del componimento rimato, sbizzarrendosi nelle metriche più disparate e affascinanti. Ne
è venuto fuori lo spirito artistico custodito nell'animo dei nostri compaesani, anche in quello dei più insospettabili. Variegati i temi sviluppati nelle liriche. Si va dalle dediche a
persone particolari, alle sfide folkloristiche in "ottava rima", passando per le spassose cronache di battute di caccia più o meno fortunate. Tirando le somme, il peso specifico della poesia nell'economia
del giornale è sicuramente senza pari e può giustamente essere considerata il suo vero e proprio motore trainante.
Più recente è stata invece l'intuizione che un ruolo importante ai fini della preservazione della memoria è giocato dalle immagini. Così, quasi per caso, "La Voce del Capacciolo" ha
iniziato a ospitare nelle sue pagine le foto, d'epoca e recenti, gentilmente concesse dai lettori. Queste foto hanno con il tempo contribuito a rendere immortali personaggi
e luoghi di una Sorano che non c'è più, ma che continua a vivere nei cuori di tutti coloro che li hanno vissuti. In questo modo anche i più giovani hanno avuto modo di apprezzare e appassionarsi a
ciò che era il loro paese natale, insistendo nell'opera di fortificazione dello spirito di identità paesana. Per questo motivo si è scelto di dedicare un'intera sezione del sito alla costruzione di un ricco
album fotografico, attraverso il quale i ricordi possono essere condivisi in maniera immediata e "moderna".
Un sito internet dedicato a "La Voce del Capacciolo" è la naturale conseguenza alla evoluzione che interessa il campo della comunicazione. Esso soddisfa l'esigenza di raggiungere in maniera istantanea tutti
quei soranesi che, per un motivo o per l'altro, sono fisicamente lontani dal loro paese ma lì hanno lasciato il cuore. Questo sito vuole quindi costituire un punto di incontro in cui ciascuno di noi può provare
la piacevole sensazione di sentirsi a casa, anche a distanza di chilometri. Non stupitevi, quindi, se navigando attraverso queste pagine vi sembrerà di udire i rintocchi del Campanone. Questa è la magia di Sorano...